sabato 19 aprile 2014

Il Rilievo d'arte plebea: corteo funebre da Amiternum

Corteo funebre, I sec a.C. Calcare, altezza 65cm. Da Amiternum. L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo.
Nel corteo funebre da Amiternum si possono facilmente riscontrare le caratteristiche dell'arte plebea romana. Nell'opera manca qualsiasi riferimento naturalistico e prospettico: i musici, che dovevano procedere affiancati ai potatori del sarcofago, vengono posti su un piano diverso da questi, tutte le figure poste sulla parte superiore poggiano i piedi su delle strisce d' appoggio  e il baldacchino è mostrato ribaltato cosìcche possiamo vederne il contenuto e la decorazione con la falce di luna e il cielo stellato.


domenica 6 aprile 2014

Il Ritratto Romano

Il ritratto romano possiede la specificità, rispetto a quello greco, di rappresentare gli effettivi tratti somatici del modello; questo perchè esso derivava dal culto romano degli antenati che prevedeva la realizzazione di maschere in cera per i defunti. Esso si divideva in due filoni: ritratto privato e ritratto ufficiale. Il ritratto privato era destinato ai familiares di colei o colui che veniva rappresentato e la riproduzione del volto era fedele in tutte le sue imperfezioni. Per quanto riguarda il ritratto ufficiale esso raffigurava soprattutto imperatori che volevano diffondere la loro immagine  compiendo così un'opera propagandistica. Il ritratto ufficiale, proprio in virtù della sua funzione, non rappresentava mai le reali fattezze del soggetto ma le trasportava in una dimensione aulica ma non completamente idealizzata(come fu quella greca)

Ritratti di imperatori a confronto:

Vespasiano
 A sinistra: ritratto privato. Vespasiano da Copenaghen, ca 79 d.C. New Carlsberg Glyptotek, Copenaghen. A destra: ritratto ufficiale. Vespasiano da Ostia, ca 70d.C., marmo, Museo nazionale Romano, Roma.

Augusto
A Sinistra: ritratto privato. Augusto da Boston, ca 31a.C. 14d.C. marmo, Museum of Fine Arts Boston. A destra: ritratto ufficiale. Augusto di Via Labicana, 31a.C. 14d.C. Museo Nazionale Romano, Roma.


sabato 5 aprile 2014

Arte romana


L’arte romana si manifestò principalmente in tre forme
1)    nel ritratto ufficiale e privato(Augusto di Via Labicana, Augusto di Primaporta)
2)    nelle grandi opere pubbliche realizzate per l’utilità comune e dello Stato(Colosseo, Mercati di Traiano, Basilica di Massenzio)
3)    nei rilievi e nelle architetture onorarie che avevano la funzione di celebrare un evento o un personaggio particolare( Ara Pacis, sarcofago da Amiternum, Colonna Traiana,Arco di Costantino)
Inoltre per quanto riguarda l’arte romana, seguendo la denominazione di Ranuccio Bianchi Bandinelli, bisogna fare distinzione fra arte patrizia e arte plebea. Per arte patrizia si intende quell’arte commissionata dallo Stato o dalle grandi famiglie patrizie e che ha come caratteristiche la solennità e  la somiglianza con il modello greco. L’arte plebea, invece, denota, oltre alla diversa committenza(ceti plebei e commerciali) , uno stile più ingenuo e "grezzo" che si rifà alla tradizione italica.
 Ricostruzione di Roma nel IV secolo d.C. Plastico. Roma, Museo della Civiltà Romana

venerdì 4 aprile 2014

Arte ellenistica: 323-31a.C.

L'arte ellenistica sviluppatasi dopo la morte di Alessandro nei cosiddetti Regni Ellenistici ha come principale caratteristica l'abbandono della sua funzione celebrativa pubblica. Ciò avviene a causa dell'estinzione di quella forma politica chiamata polis  a favore di nuove e più vaste entità statali. Le opere d'arte non vengono più commissionate dalla cittadinanza, bensì dai regnanti o da ricchi e potenti. L'arte, perciò, assume come caratteristica la rappresentazione del singolo anche in momenti di debolezza e di non particolare eroismo.  Nell'arte ellenistica troviamo quindi rappresentati, bambini, vecchi, vinti e sconfitti.
Bisogna ricordare i grandi monumenti dell'Ellenismo come l'altare di Pergamo e il Deir di Obodas a Petra.
Epigono, Galata morente,ca 220a.C. Copia romana del I sec a.C. da originale in bronzo. Marmo, altezza 93 cm. Roma Musei Capitolini
Fauno Barberini, III-I sec a.C, marmo, Gliptoteca Monaco di Baviera

Altare di Zeus Soter e di Athena Nikephoros a Pergamo, 166-156 a.C. Ricomposizione. Berlino, Pergamonmuseum

Arte della tarda classicità: Prassitele

Nella tarda età classica si sviluppa un nuovo modo di ritrarre la divinità: questa viene colta in momenti di intimità e in attività che concernono la sfera individuale e privata. Ricordiamo come massimo esponente di questo periodo lo sculture Prassitele autore dell'Afrodite Cnidia (prima statua dove Afrodite viene rappresentata nuda) e dell'Apollo Sauroctonos. Entrambe le statue  si sviluppano intorno ad un asse obliquo e rappresentano gli dei in momenti privati (Afrodite prima del bagno rituale e Apollo mentre gioca). 
Prassitele, Afrodite di Cnidia,364-363 a.C. Copia romana in marmo, altezza 215cm. Città del Vaticano. Museo Pio-Clementino
Prassitele, Apollo SAuroctonos,360 a.C. Copia romana in marmo da un'originale bronzeo, altezza 149cm. Parigi museo del Louvre


Doriforo di Policleto


Policleto,Doriforo,ca 450a.C. Copia romana in marmo da originale bronzeo, altezza 212cm. Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Policleto nel Doriforo riunisce il senso del movimento e della stasi. Il grande sculture,abbandonando le regole tradizionali della scultura, sviluppa un proprio canone che parte dall'osservazione di uomini reali per arrivare alla formulazione di misure medie e quindi ideali. L'uomo che Policleto scolpisce non è puramente ideale ma le sue proporzioni si avvicinano a quelle naturali.A riguardo Policleto scrisse un trattato chiamato appunto Canone. Di qesso ci sono pervenuti solo  tre frammenti. Secondo il canone di Policleto il corpo doveva essere scolpito secondo determinate proporzioni ed in particolare la testa doveva essere circa 1/8 del corpo
 



Discobolo di Mirone

Mirone,Discobolo,ca460a.C Copia romana in marmo, altezza 124cm. Roma, Museo Nazionale Romano,Palazzo Massimo
La caratteristica principale delle sculture di Mirone è il loro movimento e ritmo. Mirone evita la composizione simmetrica della scultura. Ciò è molto evidente nel Discobolo dove l'atleta è colto nel momento di massimo dinamismo che precede il lancio,la muscolatura è delineata in modo magistrale e ci restituisce totalmente la tensione del corpo nell'attimo raffigurato.